Il Canto dell'Anguana
Patrizia Laquidara e Hotel Rif
...un viaggio linguistico dentro il dialetto dell'alto vicentino (Veneto) e un viaggio musicale che abbraccia le culture popolari del mediterraneo incrociando le rotte erranti di Ulisse
Questo progetto di musica poesia e canto nasce dal desiderio di Patrizia Laquidara di cantare e dar voce alla figura dell'Anguana, misteriosa e quasi dimenticata creatura femminile della tradizione popolare veneta presente anche in altre tradizioni, sia nordica (Melusina, Ondina, ecc.) che mediterranea (ninfe, sirene, ecc.).
In questo lavoro si tenta di cogliere quei tratti assolutamente poetici che questa figura porta con sè: la bellezza indicibile che affascina e seduce anche e ancor più per la proibizione che essa stabilisce. In effetti il quesito arcaico e al contempo assolutamente attuale che la figura dell'Anguana continua a porci è quello della inappropriabilità dell'oggetto d'amore che chiede al soggetto di rispettare il mistero del desiderio e la distanza su cui esso si regge per non cadere nell'amore solitario di Narciso o sotto lo sguardo mortificante della Medusa. Si tratta di quella distanza necessaria nella relazione con la bellezza e con l'amore da cui si origina il desiderio, la poesia, l'immaginazione e il canto. L'Anguana offre consolazione, potenza, gloria a colui che la rispetta e che ne rispetta il segreto, a colui che non rompe l'incanto.
Questo lavoro intende rimettere dunque al centro del nostro immaginario una figura che pur nella sua arcana lontananza ci sembra carica non solo di memoria ma anche di futuro. Sarà un viaggio linguistico dentro il dialetto dell'Altovicentino e un viaggio musicale che non lascia spazio a compiacimenti nostalgici , ma che, anzi vuole risuonare con esperienze musicali e vocali che abbracciano le culture popolari del mediterraneo incrociando le rotte erranti di Ulisse. Viaggio che accompagna la figura dell'Anguana dalla nascita alla morte, dalla nascita dell'immagine, del desiderio, dell'eros, di cui l'Anguana è simbolo, alla sua dissoluzione e alla sua estinzione.
Testi e poesie di Enio Sartori. Composizioni di Alfonso Santimone e Patrizia Laquidara (tranne "l'orsa straluna" di Mirco Maistro e Patrizia Laquidara e "la Fumana" di Lorenzo Pignattari e Alfonso Santimone) Arrangiamenti Alfonso Santimone e Hotel Rif



